I possibili danni ai dispositivi 

HARD DISK DI OGNI TIPOLOGIA

Dispositivi come HDD puri ‘scrivono e leggono’ i dati tramite sensori GRM ( testine ) pilotati radialmente rispetto all’ asse di rotazione di piatti realizzati in alluminio o vetro e rivestiti di materiale ferromagnetico. Tali sensori lievitano sulla superficie dei piatti in rotazione a distanze nanometriche. Il pilotaggio avviene per effetto di campi elettromagnetici generati da armature e induttori e controllati da un apposito controller. Il danno fisico è quindi riconducibile al mal funzionamento o al guasto (accidentale o meno) di uno o più componenti citati nella descrizione precedente. Di conseguenza il supporto può risultare invisibile al BIOS e/o al PC, avere comportamenti anomali, produrre strani rumori. Shock elettromagnetici, elettronici o solo puramente fisici (urti indotti o accidentali) sono spesso la causa di danni di elevata importanza. Immaginate cosa possa succedere alla minima variazione sul piano verticale di una testina che lievita a pochi nanometri su un disco in rotazione con frequenza pari a 15000 giri al minuto?

SSD, USB KEY DI OGNI DIMENSIONE E TIPOLOGIA

In dispositivi che non necessitano di componenti elettromeccaniche vengono indubbiamente ridotte le casistiche che comprendono i danni fisici, ma trattandosi di memorie a stato solido (dove il dato è scritto su di uno o più chip) aumenta la criticità del guasto per ogni singolo componente fisico nonché la complessità del recupero. Esaminando una Pen Drive, un danno al controller ad uno degli integrati presenti nel circuito o al semplice connettore usb potrebbe non essere semplicemente gestibile tramite un intervento basato su ispezione e riparazione microelettronica. In tali casi è necessario procedere ad isolare (smontare o dissaldare) il/i chip di memoria dal resto della componentistica e estrarre in maniera “brutale” tutti i dati, reinterpretandoli successivamente con la logica originaria al fine di avere una struttura comprensibile. Anche in questo caso il danno fisico si manifesta con un comportamento anomalo del dispositivo o la sua totale invisibilità al sistema.

SCHEDE DI MEMORIA, SD, MICRO SD E SIMILI

La forte spinta all’integrazione circuitale ha portato sul mercato dispositivi di memorizzazione di discrete capacità e ridottissime dimensioni. Fanno parte di questa categoria dispositivi quali SD card Micro SD card detti anche Monolith. In tali dispositivi, un danno fisico, spesso causato da inopportuni livelli di tensione che circolano nel dispositivo, richiede l’utilizzo di acidi e solventi per la messa a nudo dell’intero circuito. A tale operazione segue l’interfacciamento tramite numerosi terminali del chip di memorizzazione ad un dispositivo dedicato alla sua lettura. Tutti i conduttori possono essere micro-saldati unicamente dalla precisione di una mano esperta e competente. Anche in questo ennesimo caso il danno fisico si manifesta con un comportamento anomalo del dispositivo o la sua totale invisibilità al sistema.

SMARTPHONE, TABLET E DISPOSITIVI PORTABLE IN GENERE

Spesso, quando bisogna recuperare dati da telefoni o tablet si tenta di riparare il danno al dispositivo…. e questa è una delle strade più corrette da seguire. Ma ci sono situazioni in cui fare ciò diventa estremamente oneroso (se non impossibile) in termini di tempi e di costi, nonché ci si espone alla possibilità di diminuire drasticamente le probabilità di recuperate i dati. In questi casi disponiamo di tecnologie che permetto il recupero dei dati in modalità “chip off”.

Ma cos’è la tecnologia del chip off ?

Si tratta sostanzialmente dell’esaminare la memoria tramite appositi dispositivi progettati “ad-hoc”. Tale lettura genera un’immagine binaria che, reinterpretata dal corretto file system restituisce struttura e nomi dei files originali.

La fase preliminare prevede il dosolder del chip di memoria dal circuito. Tale fase è di estrema importanza e DEVE essere affidata a macchine professionali ( REWORKING ) capaci di  monitorare istante per istante le temperature a cui sono sottoposte diverse zone del chip memoria.

Altrettanto fondamentale e la competenza del personale che esegue tale operazione.

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